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Trattamento bulimia

 
 

Cause e cura della bulimia nervosa



La Bulimia nervosa è
caratterizzata essenzialmente dall'eccessiva e rapida assunzione di enormi quantità  di cibo, con frequente induzione di vomito.
Esiste tutto un cerimoniale nelle "abbuffate" spesso sono pianificate in gran segreto, e consumate molto rapidamente, la scelta per il cibo è quasi sempre per alimenti altamente calorici e dolci, in ultimo il vomito viene prepotentemente cercato come liberatorio dallo stato di tensione. Nei bulimici sovente è ben presente il problema che il loro vivere sia gravemente influenzato da problemi alimentari.
Statisticamente molto più frequente dell'anoressia si situa nella popolazione adolescenziale e giovanile intorno al 4.5 % per le femmine nettamente inferiore o quasi assente nei maschi (si parla di una distribuzione intorno allo 0,4%).

La Bulimia nervosa, è un grave disturbo alimentare nel quale chi ne soffre ha una analoga paura di diventare grasso. Le persone che sperimentano la bulimia spesso hanno un peso corporeo normale o possono essere leggermente in soprappeso.
In questo disturbo alimentare la persona si impiglia in un ciclo di abbuffata, eliminazione, digiuno.
L'abbuffata è l'ingestione incontrollata di una grande quantità  di cibo, di solito in un breve periodo di tempo e in genere fatta in segreto. Purgarsi è un modo per liberarsi del cibo mangiato in una abbuffata. La più comune condotta di eliminazione è provocarsi il vomito.
Altre condotte compensatorie sono i lassativi, le pillole dietetiche, l'esercizio esagerato e stare senza cibo. Il ciclo abbuffata, eliminazione, digiuno è un comportamento difficile da interrompere.
Le persone spesso si abbuffano a causa di sentimenti che considerano difficili da trattare, e questo fatto porta a sensazioni più sgradevoli di colpa e di aumento di peso. Per affrontare ciò possono purgarsi, cosa che all'inizio può portare qualche sollievo. Poi la colpa e l'odio verso se stessi ritornano insieme con la sensazione di essere fuori controllo. Nel tentativo di acquisire il controllo e di sentirsi meglio, non mangiano molto e così la fame li rende più inclini a iniziare nuovamente il ciclo abbuffandosi.
Tutto ciò può succedere molte volte al giorno facendo sentire le persone depresse, talvolta tendenti al suicidio, disgustate di se stesse, scoraggiate e con la convinzione di non essere in grado di controllare il loro comportamento. Spesso si sentono responsabili o si biasimano per questo e possono essere estremamente a disagio o vergognarsi.
E' importante capire che sia l'anoressia sia la bulimia sono dei problemi gravi e necessitano di cure specializzate e sensibili. Una volta che la malattia è stata diagnosticata una serie di professionisti può essere importante per aiutare tuo figlio nel recupero. Queste persone possono essere medici, infermiere, psichiatri, psicologi, dietisti, assistenti sociali, terapisti professionali e dentisti.
Talvolta ai giovani gravemente malnutriti a causa dell'anoressia può essere necessario passare un po' di tempo in ospedale.
Per coloro che soffrono di bulimia invece è generalmente preferibile un trattamento esterno.
Le cure possono includere anche l'ascolto e talvolta la somministrazione di farmaci per curare una pesante depressione o per correggere degli sbilanciamenti ormonali e chimici. L'educazione alimentare può aiutare a consigliare delle abitudini dietetiche salutari.

Le cause della bulimia nervosa Alla base del malessere di entrambe le manifestazioni(anoressia/bulimia nervosa) troviamo sempre il senso di frustrazione narcisistica dovuto all'impossibilità di realizzare il controllo sull'oggetto d'amore, il cibo diventa un "sostituto" di tale oggetto. Solo risalendo alle cause che hanno determinato tale disturbo possiamo portare in superficie i conflitti irrisolti, si tratta di individuarne il fattore eziologico che sta alla base, ed è nella chiarificazione di tali meccanismi la chiave della risoluzione del problema.
Il comportamento patologico alimentare è correlato quasi sempre a turbe psichiche, per cui l'intervento non deve essere mirato al sintomo, ma deve rivolgersi alle cause che stanno ala base del disturbo, uno riguarda l'aspetto farmacologico (numerosi studi hanno dimostrato l'analogia con malattie diverse come la depressione o la dipendenza con analoghe indicazioni terapeutiche) e l'altro ad un aspetto dietetico, portando il paziente obeso è portato a consumare di più di quanto introduca, e dimagrisca di conseguenza (oppure il procedimento inverso nell'anoressia.



Bibliografia:

Elena Faccio., (2003) Il disturbo alimentare: modelli ricerche e terapie, Carocci Editore IDD., (1998), Oltre la dieta, Una uova cultura per i disturbi alimentari. Centro scientifico editore; Torino


Dott.ssa  Anna Sorrenti

 
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