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Impotenza e Infertilità
 
 

Cause psicologiche e trattamento dell'impotenza

 

Problema che affligge oggi oltre la metà della popolazione maschile tra i 50 ed i 70 anni. Intorno ai 40 anni, circa il 40% degli uomini soffre di una qualsiasi forma di disfunzione erettile. Talvolta risulta difficile riconoscere l’origine delle disfunzioni erettili ed è soprattutto difficile segnare il confine tra un disturbo di natura psicogena da uno di tipo organico. Infatti, la valutazione e il trattamento delle disfunzioni erettili differiscono da quelle di altre patologie, dal momento che si tratta preliminarmente di una condizione strettamente soggettiva con scarsa obiettività clinica. Questa difficoltà di attribuzione di origine può tradursi in un errato approccio che potrebbe invece essere risolto affidandosi a  psicologi o sessuologi e viceversa.

 

La Consensus Conference del  National Institutes of Health del 1992 definisce la disfunzione erettile: “la persistente incapacità di raggiungere o mantenere un’erezione di sufficiente rigidità e durata tale da raggiungere un piacevole appagamento sessuale”. Si inquadra così la disfunzione erettile quale malattia della coppia. Mai come in questo campo il colloquio anamnestico, talora esteso anche al partner, riveste un ruolo centrale nella valutazione della gravità della patologia e nel successo della terapia. Infatti, talvolta si assiste non solo alla  presenza di un semplice disagio della partner ma anche alla concomitanza di disfunzioni sessuali femminili.

 

Anatomicamente il pene è considerato un organo vascolare specializzato, una vera e propria estensione del sistema vascolare. Costituito da due corpi cavernosi e dal glande, il tessuto consiste in gruppi di piccoli vasi sanguigni detti sinusoidi, circondati da cellule muscolari lisce impilate in agglomerati. Questa struttura detta sincizio, con l’età tende a deteriorarsi, provocando l’incapacità delle cellule muscolari lisce di rilassarsi durante una stimolazione sessuale. Questa sembrerebbe essere la causa primaria che porta a disfunzione erettile.

 

Nelle disfunzioni erettili si identificano condizioni mediche con distinti fattori di rischio. Tali sono l’età, l’ipertensione arteriosa, l’aterosclerosi, il diabete mellito, le dislipidemie, il fumo, la depressione, le malattie neurologiche, le endocrinopatie, l’uso/abuso di droghe, gli interventi di prostatectomia radicale. L’impatto di ogni singola condizione sulle disfunzioni erettili è ancora motivo di accesa discussione, ma nell’ottica di applicare delle misure preventive anche in Andrologia, l’attenzione dei Sanitari si posa sulla precoce identificazione dei fattori di rischio, al fine di tentare un intervento preventivo.

 

Infertilità maschile

Fino a qualche tempo fa l'infertilità maschile era considerata un "tabù". Per ottenere un coinvolgimento dell’uomo nel management dell’infertilità di coppia dell'uomo si è dovuti uscire dalla errata convinzione che l’infertilità sia sinonimo di scarsa virilità.
L'esame seminale - o spermiogramma - è l'indagine di laboratorio principale a cui viene sottoposto un uomo in questa fase. anche se, è bene ricordarlo, nel 50 per cento dei casi di sterilità maschile la causa non è imputabile ad alterazioni del liquido seminale. Lo spermiogramma mette in evidenza la presenza di un problema del quale, tuttavia, occorre comunque identificare la causa. Fornisce valori quantitativi e qualitativi del liquido e deve essere ripetuto a distanza di uno-due mesi, anche se il primo esame è risultato normale.

L'esame viene fatto ripetere perché il liquido seminale è sensibile a diversi fattori:
aspermia: se non c'è liquido seminale.
ipospermia: se il volume è inferiore a 2 ml.
iperspermia: se il volume è superiore a 6 ml.
azoospermia: se nel liquido seminale non ci sono spermatozoi.
oligospermia: se il numero degli spermatozoi è inferiore a 20.000.000 per ml.
astenozoospermia: se la motilità è inferiore al 50 per cento del numero totale.
teratozoospermia: quando gli spermatozoi malformati superano il 50 per cento.

le cause della sterilità maschile si possono identificare:
- nell'incapacità o nella diminuita capacità di produrre spermatozoi normali.
- nell'impossibilità di portare il seme prodotto all'esterno
- nel varicocele.
- in traumi chirurgici
- nella formazione di anticorpi anti-spermatozoi

il varicocele. (VEDI SEZIONE DEDICATA)

il criptorchidismo. è la mancata o incompleta discesa di uno o di entrambi i testicoli nello scroto. si tratta di un difetto congenito, tanto più serio ai fini della fertilità se coinvolge entrambi i testicoli (criptorchidismo bilaterale). il criptorchidismo si rileva con la visita degli organi genitali. l'unico intervento efficace è l'orchidopessi, che consiste nel riposizionamento del testicolo nella sua sede. fino a poco tempo fa, si riteneva impossibile migliorare la funzionalità del testicolo fuori posto nell'adulto: i medici pensavano che l'intervento dovesse essere eseguito entro il quinto anno di età, altrimenti sarebbe stata compromessa la capacità di produrre spermatozoi. recenti ricerche, al contrario, hanno dimostrato che non esiste una sicura correlazione tra l'età in cui viene effettuato l'intervento e i risultati ottenuti. non sempre, comunque, una volta nella posizione normale, non riescono a produrre sperma fecondante.

le infezioni. le forme infiammatorie non curate, se si cronicizzano, possono provocare infertilità e a volte anche sterilità. infezioni provocate da malattie veneree (come la gonorrea e la sifilide) o da altre malattie sessualmente trasmissibili (clamidia) possono, infatti, determinare l'ostruzione del canale (il dotto deferente) che dal testicolo va alla vescicola seminale. in questo caso, l'assenza di spermatozoi nel liquido eiaculato dipende da un ostacolo meccanico che impedisce il loro passaggio dal testicolo attraverso il dotto deferente.

La produzione degli spermatozoi può non avvenire normalmente se l'ipofisi (si tratta della ghiandola situata alla base del cervello che elabora numerosi ormoni e sovraintende al funzionamento di altre ghiandole) non secerne ormoni in quantità sufficiente. questo deficit ormonale prende il nome di ipogonadismo ipogonadotropo ed è provocato dall'insufficiente produzione delle gonadotropine fsh (ormone follicolo-stimolante che nell'uomo stimola la produzione degli spermatozoi) da parte dell'ipofisi. come si accerta: occorre sottoporsi a una serie di esami del sangue mirati al dosaggio degli ormoni. il deficit ormonale (ipogonadismo ipogonadotropo) si cura con farmaci specifici, che contengono l'ormone che si produce in quantità insufficiente.

le anomalie genetiche. negli ultimi anni, grazie a studi e ricerche sui geni (le particelle dei cromosomi portatrici dei caratteri ereditari), sono state scoperte anomalie costituzionali in grado di determinare la totale assenza di spermatozoi (azoospermia) o la produzione di un numero di spermatozoi insufficiente al concepimento (oligozoospermia). in particolare, si è accertata la connessione tra l'incapacità di secondaria e la mancanza di alcuni geni localizzati nel cromosoma y (fa parte della coppia xy, che indica i due cromosomi sessuali della cellula maschile).
come si accerta: le anomalie vengono diagnosticate con un esame del sangue mirato alla ricerca di geni localizzati sul cromosoma y. quando il numero degli spermatozoi è molto ridotto, si può ricorrere a una particolare procedura di fecondazione in vitro. 
 

 

Prof. Gaetano Tati, Dott. Fabrizio Muzi

 

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