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Anoressia e trattamento

 
 

Anoressia nervosa

L' Anoressia nervosa e la Bulimia nervosa sono disturbi dell'alimentazione che esordiscono nell'età adolescenziale o nella prima vita adulta; del primo disturbo soffre all'incirca l'1% delle giovani. L'anoressia è un disturbo soprattutto femminile, è raro vedere un disturbo alimentare soprattutto anoressico in un individuo maschio.



L'anoressia nervosa
nell'immaginario collettivo, è associata a persone belle o famose: attrici, modelle, persone appartenenti alla nobiltà. In realtà , l'anoressia è un disturbo alimentare che può colpire chiunque, uomini e donne. L'età d'insorgenza è stimata fra i 10 e i 30 anni, e i soggetti colpiti appartengono in linea di massima a classi socio-professionali medie o agiate.
Si stabilizza gradatamente nell'arco di 3-6 mesi, al seguito di una dieta per conformarsi a modelli di bellezza socialmente ratificati. Dopo un po' questa tendenza diventa auto-referenziata, ma a questo punto la patologia si è già strutturata e la persona colpita ha una percezione distorta del suo corpo, che coincide con l'ossessione di essere grassa.
Pertanto, il soggetto inizia a controllare il suo bisogno di mangiare ingerendo una quantità  limitata di cibo, contando le calorie dei cibi ingeriti, praticando molto sport per bruciare calorie, selezionando il cibo in parti sempre più piccole. Le persone anoressiche, quindi, hanno la fobia di aumentare di peso, nonostante il loro peso già  oscilli al di sotto dell'85% di quello atteso.
Alla perdita di peso si aggiunge l'amenorrea nelle donne, ovvero l'assenza di tre cicli consecutivi; nell'uomo, invece, si manifesta la perdita della libido e dell'attività  eiaculatoria.
Se la restrizione alimentare è regolare, talvolta può essere intervallata da crisi bulimiche, che sono vissute con disgusto e vergogna tanto da ricorrere poi ad una serie di manovre, come procurarsi il vomito o l'uso di lassativi, per eliminare le calorie assunte. Inoltre, i soggetti affetti da anoressia tendono ad isolarsi attuando un iperinvestimento sia nello studio, senza ricavarne un vero piacere, sia nell'attività fisica trascurando le attività  culturali, del tempo libero.
Fra le caratteristiche psicologiche si riscontrano:
tratti ossessivi di personalità, aspettative esasperate, perfezionismo patologico (mai soddisfatto), difficoltà  nel processo separazione -individuazione, rifiuto del corpo adulto e della sessualità , forme infantili di dipendenza e di controllo.
La soluzione di tale problema richiede, prima di tutto, la modifica degli atteggiamenti e comportamenti assunti dai familiari basati su una logica ordinaria, come le pressioni dirette o indirette per costringerli a mangiare.
E' fondamentale che l'intero nucleo familiare si rivolga a specialisti: nutrizionisti, ginecologi, psicologi, psichiatri, endocrinologi, chirurghi. E' necessario dunque un approccio integrato per costruire strategie efficaci che tengano conto dell'economia del sintomo, delle interazioni familiari.


Bibliografia:

Elena Faccio., (2003) "Il disturbo alimentare" modelli ricerche e terapie, Carocci Editore
IDD., (1998), Oltre la dieta, Una uova cultura per i disturbi alimentari. Centro scientifico editore; Torino



Dott.ssa Anna Sorrenti
 
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