Adolescenti a rischio

Alcol, droga, sesso non protetto, guida pericolosa, violenza.
Questo è l’ampio spettro di comportamenti a rischio che preoccupano genitori ed educatori alla presa con adolescenti.

Nella maggior parte dei casi questi comportamenti trasgressivi o pericolosi non rappresentano condotte abituali ma esperienze di breve durata, come rivela una ricerca recente condotta all’università di Torino.
Tali atteggiamenti rappresentano riti di passaggio per mettere alla prova se stessi e ridefinire la propria identità attraverso il confronto con i coetanei e la sfida al mondo adulto. Una volta esaurita la loro funzione “sperimentale” e di affermazione di sé queste condotte vengono di solito abbandonate.
Il compito fondamentale dell’adolescenza è la definizione della propria identità. Questo processo a volte prevede una fase temporanea di contrapposizione ai genitori e alle norme. La ribellione è una definizione di sé in opposizione, che di solito precede la costruzione di un’identità critica, autonoma e matura.
Per alcune fasce a rischio i comportamenti a rischio propri della fase adolescenziale possono permanere e strutturarsi in un disturbo di personalità. Questo può essere legato a fattori individuali, famigliari e di contesto e al modo in cui essi interagiscono tra di loro.

In uno studio di prossima pubblicazione, iniziato a metà degli anni ’60 e durato 30 anni (Margaret Ensminger e Sheppard Kellam), dimostra come dalla prima elementare o anche prima i bambini mostrino dei tratti temperamentali e dei comportamenti che sono potenti indicatori della loro inclinazione all'uso ed abuso di droghe nell'adolescenza e nell'età adulta.
Tra i maschi l'aggressività favorisce il comportamento d'abuso mentre la timidezza, al contrario, lo riduce. La contemporanea presenza di sintomi attribuibili sia all'aggressività che alla timidezza conferisce il massimo rischio rispetto alla presenza di uno dei due fattori singolarmente. L'aggressività nei maschi è spesso associata con l'incapacità a mantenere la concentrazione per periodi sufficienti a svolgere con profitto i compiti scolastici.
Le interazioni tra i fattori di rischio, in particolare l'aggressività nei primi anni se combinata con la sociopatia della famiglia d'origine e l'uso di droghe nel gruppo di coetanei è altamente predittiva di comportamenti d'abuso, mentre l'astensione dalle droghe nella prima adolescenza in combinazione con una stabilità familiare e la presenza di comportamenti socialmente adeguati è la combinazione più favorevole per una successiva astensione dalle sostanze d'abuso. L'uso di alcol o droghe nei genitori aumenta la frequenza dell'uso delle stesse sostanze anche nei loro figli. Paradossalmente i genitori tossicodipendenti sono quelli più rigidi e autoritari nell'educazione dei loro figli. Il messaggio contraddittorio che trasmettono "Fai quello che ti dico e non quello che vedi fare a me", può essere altamente disturbante.

L'emancipazione dal controllo dei genitori e dalla loro dipendenza emotiva dipende dall'atteggiamento assunto dai genitori stessi durante l'infanzia.
A seconda del grado di controllo e accettazione gli stili educativi dei genitori possono essere suddivisi in tre categorie:
-Autorevoli: presenza adeguata ed equilibrata di controllo e accettazione. I genitori autorevoli sono responsabili nei confronti dei figli, sono guide affidabili e sensibili ai loro bisogni. Inoltre incoraggiano il dialogo, tendono a chiarire i motivi delle concessioni e delle punizioni, danno responsabilità proporzionate alle capacità. Questo stile educativo riduce il rischio di comportamenti pericolosi. Se la famiglia ha abituato il ragazzo ad una certa autonomia e le norme sono state trasmesse con l'affetto e la persuasione, è più probabile che il ragazzo non senta l’esigenza di una ribellione violenta.

Autoritari:
L’autorità implica la presenza di un elevato controllo ma di scarsa accettazione. I genitori autoritari tentano di plasmare il figlio a secondo di un loro ideale, senza accettarlo per quello che è, si esprimono con valutazioni e giudizi ogni volta che il figlio si allontana dallo standard previsto. Scoraggiano il dialogo perchè pretendono l’ubbidienza senza discussione. Questo stile genitoriale può produrre nell’adolescente rabbia, comportamenti trasgressivi e a rischio. Una famiglia autoritaria può più facilmente produrre un adolescente meno equilibrato e propenso al conflitto e alla trasgressione.

Permissivi:
implica la presenza di scarso controllo. I genitori permissivi non puniscono e non guidano i figli, semplicemente li assecondano non mettendogli limiti. Questo atteggiamento può essere colto dai figli come distante e privo di interesse nei loro confronti e può produrre setimenti di disorientamento che facilitano condotte a rischio.

A cura di Dott.ssa Barbara Corte